L’Alleanza per il fotovoltaico in Italia sostiene le misure del PNRR

Trasmissione del PNRR al Parlamento
8 Giugno 2021

L’Alleanza per il fotovoltaico in Italia, nata nel 2020 dalla volontà di aziende impegnate nella realizzazione di 20 GW in impianti fotovoltaici sul nostro territorio, accoglie positivamente le misure programmatiche in tema di semplificazione normativa e sviluppo dell’agrivoltaico inserite nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Secondo l’Alleanza, la transizione ecologica delineata nel PNRR costituisce un’occasione straordinaria per riaffermare la leadership tecnologica e industriale dell’Italia nell’ambito delle energie rinnovabili, stimolando gli investimenti da parte degli operatori energetici privati e facendo crescere le aziende coinvolte sia per quanto riguarda le tecnologie mature sia per quanto riguarda quelle più innovative come agrivoltaico, eolico offshore e idrogeno. 

Leggi anche Le buone pratiche dell’agrivoltaico, pubblicate le prime linee guida

Il PNRR presentato alla Commissione europea lo scorso 30 aprile riconosce la centralità delle energie rinnovabili, che entro 10 anni dovrebbero soddisfare il 70% del fabbisogno energetico, nel generare innovazione e sviluppo economico-occupazione per la ripresa del Paese in ottica green. 

Inoltre, l’Alleanza sostiene fortemente la previsione, nel Recovery Plan, della semplificazione burocratica normativa, che troverà la sua forma concreta nei prossimi DL per la Transizione ecologica e DL Semplificazioni. Questa semplificazione consentirà il vero cambio di passo nel processo di transizione ecologica, ossia lo sviluppo di un nuovo paradigma di procedure amministrative e assetti regolatori a favore del settore delle rinnovabili. Una volta attuata, tale semplificazione consentirà al Paese di colmare il gap con gli altri Paesi europei in tema di investimenti in impianti utility scale. 

L’eccessiva intensità di burocrazia nei procedimenti autorizzativi e i tempi di durata molto lunghi della procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) sono fattori che rendono complesse le decisioni di investimento nel nostro Paese e, in taluni casi, determinano l’impossibilità di realizzare gli impianti i cui contingenti sono già stati assegnati attraverso le procedure d’asta.

Per tal motivo, l’Alleanza per il fotovoltaico sta seguendo con profondo interesse il dibattito in merito, che si sta sviluppando anche in Parlamento (interrogazione parlamentare Ministro Franceschini sulla velocizzazione degli iter autorizzativi) e chiede di essere ascoltata per fornire il contributo e il know-how degli operatori. 

L’Alleanza confida in un sostanziale cambio di passo che consenta ai Ministeri competenti di trovare soluzioni condivise nella lotta ai cambiamenti climatici e finalizzate alla tutela dei territori attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 necessita di tempistiche certe e dello sblocco immediato degli iter autorizzativi. Ad oggi, infatti, i procedimenti autorizzativi di VIA durano oltre due anni, con punte di quasi sei. Considerando tali tempistiche, laddove non ricevano tutte pareri negativi come si sta verificando, secondo alcune stime del MIMS, per il raggiungimento dei target di fotovoltaico si impiegherebbero circa 100 anni.

Leggi anche Enea lancia la rete italiana dell’agrivoltaico sostenibile

Consapevole della complessità della sfida di questa direzione di innovazione e, nel ribadire la propria disponibilità a un dialogo con le istituzioni responsabili del processo di revisione normativa, l’Alleanza per il fotovoltaico in Italia metterà in campo un approccio vigile e attivo per la valorizzazione del proprio contributo in termini economici, tecnologici e progettuali.

(Rinnovabili.it) – Un nuovo modello climatico per il Mediterraneo. Lo presente l’Enea in occasione della Giornata mondiale degli oceani. Si chiama ENEA-RegESM e riesce a simulare le dinamiche tra atmosfera e oceano in relazione con i processi fisici e biologici che avvengono sulla superficie terrestre, come flussi di calore, assorbimento di CO2 da parte degli ecosistemi terrestri e ciclo idrologico. 

“Gli oceani e i mari – spiega Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio di modellistica climatica e impatti dell’Enea – giocano un ruolo fondamentale nel sistema climatico del nostro Pianeta attraverso il sequestro di grandi quantità di anidride carbonica e di calore prodotto dall’effetto serra di origine antropica. Questi processi, a loro volta, hanno un notevole impatto sullo stato degli oceani e causano, rispettivamente, l’acidificazione delle acque e l’aumento della loro temperatura e del loro volume, con tutte le conseguenze che ne derivano sugli ecosistemi marini e le popolazioni che vivono lungo le coste”.

Il mar Mediterraneo – viene rilevato – è “un ‘sorvegliato speciale’, in quanto è un’area dove il cambiamento climatico corre già oggi più velocemente che nella maggior parte del mondo e dove gli impatti saranno particolarmente intensi nel prossimo futuro”.

Secondo Sannino è “imprescindibile considerare la Terra come un unico complesso sistema dinamico in cui superficie terrestre, oceano e atmosfera interagiscono tra loro attraverso molteplici forme di retroazioni”.

E’ per questo che i ricercatori dell’Enea hanno sviluppato un ‘earth system model’ regionale per il Mediterraneo che simula le dinamiche dell’atmosfera e del mare e i processi fisici e biologici che avvengono sulla superficie terrestre.

“A causa della complessità geomorfologica del bacino Mediterraneo – dice Alessandro Anav, ricercatore dell’Enea – gli attuali modelli matematici globali non sono in grado di riprodurre correttamente i processi fisici e le dinamiche che avvengono in quest’area del nostro pianeta così densamente popolata. A differenza di altri modelli regionali esistenti, ENEA-RegESM può usare due differenti modelli per simulare le dinamiche dell’atmosfera; questo ci consente di scegliere quale modello utilizzare in base alla complessità della simulazione e alle prestazioni del modello stesso, queste ultime intese sia in termini di velocità di calcolo che di accuratezza degli output forniti”.

Controlli efficaci sulle importazioni irregolari di alimenti

(Rinnovabili.it) – Continua, a ragione, l’allarme di Coldiretti sulle importazioni irregolari di prodotti alimentari dall’estero senza i dovuti controlli con il rischio che siano spacciati per prodotti italiani. I Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Salerno hanno sequestrato 821mila chili di semilavorato di pomodoro, non conforme alle prescrizioni, per un valore di 1 milione di euro. Il concentrato di pomodoro, proveniente dall’Egitto, sembra essere contaminato da pesticidi, come afferma Coldiretti in base al rapporto dei Carabinieri. Il semilavorato, conservato in fusti da 250 chili, era destinato ad essere lavorato e confezionato per essere venduto come doppio o triplo concentrato di pomodoro di provenienza italiana. Un danno per i consumatori, che acquistano un prodotto non in regola, e per i produttori locali: questa zona della Campania, infatti, è considerata una delle aree tradizionali di produzione del pomodoro.

Leggi anche Giornata mondiale della sicurezza alimentare, un tema che riguarda tutti

Solo poche settimane prima erano state sequestrate migliaia di tonnellate di concentrato di pomodoro proveniente dall’estero inserito nel ciclo produttivo come pomodoro 100% toscano. Nel primo bimestre del 2021 le importazioni (provenienti soprattutto dalla Cina) di derivati di pomodoro sono cresciute del 23%, ma i quantitativi sono quasi raddoppiati (+83%) per i prodotti in arrivo dall’Egitto.

Controlli efficaci ed etichette trasparenti

Questa operazione giunge a ridosso della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare promossa dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Come sottolinea Coldiretti, non bisogna abbassare la guardia e grazie al lavoro delle forze dell’ordine i controlli sono costanti ed efficaci, ragione per cui l’Italia si conferma uno dei Paesi più sicuri per i prodotti alimentari

Riporta infatti Coldiretti che nel 2020 si sono verificati 297 allarmi alimentari sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (RASFF): di questi, 51 (17%) hanno riguardato prodotti di origine nazionale, 146 erano relativi ad altri Stati dell’Unione Europea e 100 (34%) a Paesi extracomunitari. In sostanza, otto prodotti pericolosi su dieci provengono dall’estero. Un risultato che Coldiretti attribuisce anche alla battaglia condotta per anni in favore della trasparenza delle etichette e quindi dell’obbligo di inserire l’origine dei prodotti a base di pomodoro (pelati, polpa, concentrato) come anche salse e sughi per i quali vige l’obbligo di essere composti per almeno il 50% da derivati del pomodoro.

Leggi anche Crimini agro-alimentari, nel 2020 oltre 70mila controlli e sequestri per 21mln di euro

Rimane il fatto che le frodi alimentari non accennano a diminuire, quindi è sempre più importante effettuare controlli a tappeto e perseguirle con maggiore rigore.

Pulizia dei rifiuti marini con l’Intelligenza Artificiale

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Razer™, il leader globale nel lifestyle gaming (Hong Kong Stock Code: 1337), annuncia una partnership con ClearBot, azienda specializzata nella pulizia dei rifiuti marini. In linea con la roadmap decennale di sostenibilità #GoGreenWithRazer, la collaborazione rientra nell’iniziativa Green Investments di Razer, che mira a sostenere le startup focalizzate su ambiente e sostenibilità, fornendo loro strumenti e competenze per aiutarle a crescere.

Con circa 11 milioni di tonnellate di plastica che entrano negli oceani ogni anno, le aziende specializzate nella pulizia degli oceani sono spesso in difficoltà, a causa di tecnologie datate, costi elevati e poca efficienza. Il team di ClearBot progetta robot che sfruttano l’AI-vision per identificare diversi tipi di rifiuti plastici marini e raccoglie informazioni su questi inquinanti negli oceani per proteggere la vita acquatica. I robot di ClearBot vengono impiegati per recuperare i rifiuti plastici marini, che vengono poi smaltiti in modo responsabile.

“Siamo entusiasti di poter collaborare con una startup focalizzata sulla salvaguardia dell’ambiente”, afferma Patricia Liu, Chief of Staff di Razer. “L’esclusiva AI di ClearBot e la tecnologia di machine learning avanzato consentiranno ai governi e alle organizzazioni di tutto il mondo di ampliare i loro sforzi di sostenibilità. Esortiamo altre startup innovative a contattare Razer per opportunità di collaborazione volte a rendere il mondo un posto più sicuro per le generazioni future”.

In virtù della partnership, ingegneri e progettisti di Razer hanno offerto tempo e competenze tecniche per aiutare a trasformare il prototipo di ClearBot in un prodotto scalabile e commerciabile. Sfruttando la vasta conoscenza e il know-how di Razer, ClearBot è stata in grado di evolvere il design del robot rendendolo più intelligente ed efficiente.

Il robot di nuova concezione e completamente automatizzato dispone di funzionalità di machine learning e AI all’avanguardia che possono rilevare la plastica marina nel raggio di due metri in acque agitate. Può raccoglierne fino a 250 kg in un solo ciclo ed è alimentato dall’energia solare. 

“L’approccio proattivo del team Razer nel risolvere i problemi legati all’inquinamento dei mari è stato estremamente illuminante. Siamo grati al team che ha offerto il proprio tempo per questo progetto”, dichiara Sidhant Gupta, Chief Executive Officer di ClearBot. “Con il nuovo modello siamo fiduciosi di ampliare le collaborazioni a livello globale per proteggere le acque marine, a partire da partner che includono operatori di porti in Asia e ONG che hanno già espresso interesse. Insieme a Razer, non vediamo l’ora di dare vita a un cambiamento positivo per il mondo”.

Per favorire la partecipazione attiva della community durante la Giornata Mondiale degli Oceani, ClearBot ha stabilito una call to action tramite il suo programma per raccogliere i dati sui rifiuti plastici marini. La community è incoraggiata a caricare sul sito web dell’azienda le foto dei rifiuti che si trovano in acque aperte. Il team di ricerca e progettazione di ClearBot aggiungerà queste informazioni al proprio database per migliorare l’algoritmo di AI di rilevamento dei rifiuti del robot.

FONTE: Alleanza per il fotovoltaico, ok alle misure del PNRR (rinnovabili.it)