Nel pieno di una nuova fase di instabilità geopolitica, tra tensioni internazionali e mercati energetici sotto pressione, il fotovoltaico non è più solo una scelta sostenibile: è diventato uno strumento concreto di sicurezza economica ed energetica.
È quanto emerge dal report “Solar & Storage for EU Energy Security – How Solar Cuts Gas Costs and Boosts Resilience” pubblicato da SolarPower Europe, che mette in relazione diretta fotovoltaico, accumulo e riduzione dei costi energetici in Europa.
Quanto ha già fatto risparmiare il fotovoltaico dall’inizio della guerra
I numeri sono chiari: nelle prime due settimane e mezzo dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il fotovoltaico installato nell’Unione Europea ha prodotto circa 19,9 TWh di energia.
Se questa energia fosse stata generata da centrali a gas, il costo aggiuntivo per le importazioni fossili sarebbe stato di circa 1,9 miliardi di euro.
Nel complesso:
- l’Europa ha sostenuto circa 6 miliardi di euro di extra costi energetici;
- senza il fotovoltaico, il conto sarebbe salito a 7,9 miliardi di euro (+32%).
In termini giornalieri, il solare ha evitato oltre 110 milioni di euro al giorno di importazioni di gas.
Un dato che cambia completamente la prospettiva: il fotovoltaico non è solo energia pulita, ma una protezione economica contro la volatilità dei mercati.
Perché accumulo e flessibilità fanno la differenza
Il report evidenzia un punto chiave: il vero valore del fotovoltaico emerge quando è integrato con sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia.Durante le ore centrali della giornata, l’energia solare abbassa i prezzi.
Ma nelle ore serali, quando la domanda cresce e la produzione cala, il prezzo torna a essere determinato dal gas.
È qui che entrano in gioco:
- batterie;
- sistemi di flessibilità;
- gestione dei carichi.
Queste soluzioni permettono di spostare l’energia nel tempo, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili nei momenti più critici.
Storage, peak shaving e gestione dei carichi
Dal punto di vista tecnico, l’accumulo consente di:
- immagazzinare l’energia prodotta nelle ore più convenienti;
- utilizzarla quando i prezzi sono più alti;
- ridurre i picchi di prelievo dalla rete (peak shaving);
- ottimizzare i consumi aziendali.
I Paesi con maggiore flessibilità energetica, come Spagna e Regno Unito, hanno dimostrato una maggiore capacità di contenere i prezzi, rispetto a quelli più dipendenti dal gas.
Il valore atteso nel 2026 e fino al 2030
Le stime per il futuro rafforzano ulteriormente il ruolo del fotovoltaico:
- nel 2026 la produzione solare in Europa raggiungerà circa 415 TWh;
- questo eviterà importazioni di gas per 34,6 miliardi di euro;
- in scenari più critici, il valore potrebbe arrivare a 67,5 miliardi di euro.
Fonte: Solar Power Europe



